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2019 30 OTT
Tipologia di contenuto: per la famiglia
Registro comunicativo: divulgativo
Area di interesse: Famiglia

FAQ: Domande & Risposte. Valutazione e supporto psicologico nelle malattie respiratorie croniche

Questo mese parliamo di… Psicologia e Asma

1. D: Un attacco di panico può causare una crisi d’asma?
R: Lo stress emotivo e il conseguente attacco di panico possono essere un fattore scatenante di crisi d’asma perché le manifestazioni estreme di riso, pianto, collera o paura possono provocare iperventilazione (respirazione molto veloce), fiato corto, difficoltà a fare un respiro profondo. Pertanto, per il paziente asmatico è molto importante imparare a gestire le emozioni.

2. D:  Quale supporto può ricevere dallo psicologo il paziente con malattia cronica?
R: Lo psicologo attraverso un processo di educazione terapeutica guida il paziente alla corretta gestione della malattia, fornendo strategie comportamentali e cognitive necessarie a far fronte alla condizione clinica e alle limitazioni che essa comporta.

3. D:  Perché fare una valutazione psicologica nel paziente con malattia respiratoria cronica?
R: Per valutare l’eventuale presenza di deficit cognitivi, disturbi comportamentali, caratteristiche di personalità che potrebbero interferire con la corretta percezione e conseguentemente gestione della malattia.

4. D: Come viene effettuata la valutazione psicologica?
R: Esistono una serie di questionari standardizzati per valutare misure generali, che descrivono le capacità di adattamento del paziente (bisogni, credenze, aspettative, personalità), e misure specifiche, che descrivono le dimensioni della salute rispetto a una particolare patologia (qualità di vita malattia correlata).

5. D: Quali sono le principali condizioni psicologiche che possono modificare il decorso della patologia?
R: Un atteggiamento di ipervigilanza, quindi una sovrastima della risposta respiratoria e uno di ipovigilanza o sottostima. Il primo può determinare un abuso di farmaci oppure un uso eccessivo dei servizi sanitari; il secondo, invece, può portare ad una modifica del dosaggio farmacologico o in alcuni casi persino all’interruzione della terapia secondo parametri di benessere soggettivo.

Articolo a cura di Laura Montalbano