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2020 30 MAR
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

From bench to bedside: Effetti dell’alta montagna sulla risposta Th2 dei pazienti con asma

L'asma è una patologia molto eterogenea, principalmente associata a una risposta immunitaria di tipo 2, in cui diverse cellule interagiscono e contribuiscono alla patogenesi della malattia.

Allergeni per via inalatoria, infezioni, stimoli chimici o fisici innescano una cascata di eventi che provocano il rilascio di prostaglandine D2 (PGD2) da parte di mastociti e cellule Th2 che interagiscono con specifici recettori su cellule bersaglio (cellule Th2, ILC2 ed eosinofili). Il recettore CRTH2 (anche chiamato recettore DP2) svolge un ruolo chiave nella fisiopatologia dell'asma perché tramite PGD2 induce la cascata infiammatoria stimolando il rilascio delle citochine IL-4, IL-5 e IL-13 da parte di cellule Th2, cellule linfoidi innate di tipo 2 (ILC2) ed eosinofili. Queste citochine provocano infiammazione delle vie aeree, produzione di IgE, aumento delle secrezioni respiratorie, iperreattività delle vie aeree, rimodellamento della muscolatura liscia ed ipereosinofilia.
È noto che l’alta montagna abbia un effetto benefico sui pazienti con asma, in particolare su quelli con asma grave, e già nel 2006 uno studio svizzero aveva mostrato una riduzione dei linfociti CD4 CRTH2+ nei soggetti che vivevano ad alta quota. Un recentissimo studio (sempre svizzero) pubblicato su Allergy ha studiato l'impatto della permanenza ad alta quota di 26 pazienti con asma sulla risposta clinica ed immunologica, quest'ultima con l'uso della citometria a flusso per analizzare le cellule linfocitarie su sangue periferico. L'analisi ha mostrato che il numero di eosinofili, ILC2 e cellule T CRTH2 + era diminuito significativamente nei pazienti con asma eosinofilo dopo 21 giorni passati in alta quota. I Tregs CRTH2 + erano diminuiti in modo significativo anche nelle asme non eosinofile e nei pazienti con asma eosinofilo questa riduzione era associata a un migliore controllo dei sintomi. Inoltre, si è assistito a una diminuzione delle citochine IL-5 e IL-13 e a una ridotta risposta a PGD2 da parte dei recettori CRTH2 espressi su cellule T e ILC2. Questi risultati suggeriscono che (oltre ai già noti benefici determinati da una minor esposizione agli allergeni e all'inquinamento) i benefici dell’alta quota sui pazienti asmatici possano essere spiegati dalla riduzione dell'espressione di CRTH2 sulle cellule T e ILC2 e, in generale, da una attenuazione della risposta immunitaria di tipo 2. Sebbene al tempo zero la quantità di ILC2 fosse uguale nei pazienti con asma e nei controlli sani, la permanenza ad alta quota per 21 giorni ha determinato una riduzione nel loro numero. Visto che è stato dimostrato che i pazienti con asma grave mostrano livelli più elevati di ILC2 rispetto ai pazienti con asma lieve/moderata, potrebbe essere molto interessante valutare l’effetto della alta montagna in queste categorie di pazienti. Può essere questa un’idea per un nuovo studio? Attendiamo!

Bibliografia:
BoonpiyathadT, Capova G, Duchna HW, Croxford AL, Farine H, Dreher A, Clozel M, Schreiber J, Kubena P, Lunjani N, Mirer D, Rückert B, Satitsuksanoa P, Tan G, Groenen PMA, Bersuch E, Akdis M, Strasser DS, Renner ED, Akdis CA. Impact of high-altitude therapy on type-2 immune responses in asthma patients. Allergy. 2020 Jan;75(1):84-94.
Xue L, Salimi M, Panse I, Mjosberg JM, McKenzie AN, Spits H, Klenerman P, Ogg G. Prostaglandin D2 activates group 2 innate lymphoid cells through chemoattractant receptor-homologous molecule expressed on TH2 cells. J Allergy Clin Immunol. 2014;133:1184–94.
Karagiannidis C, et al. High-altitude climate therapy reduces local airway inflammation and modulates lymphocyte activation. Scand J Immunol 2006 - Clinical Trial.

Articolo a cura di Valentina Fainardi