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2015 31 AGO
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo:
Area di interesse: Medico - Famiglia

L’evoluzione delle applicazioni per l’asma su dispositivi di telefonia mobile: una valutazione sistematica aggiornata di contenuti e strumenti

Esiste un notevole interesse per le applicazioni mobili per sistemi  iOS e Android , per condizioni cliniche croniche come l’asma. Tale interesse deve però essere supportato in termini di qualità e sicurezza delle applicazioni destinate all’uso da parte dei pazienti.

 

Questo lavoro ha confrontato la qualità delle applicazioni disponibili a partire dal 2011 in poi per iOS e Android , dedicate ai pazienti asmatici considerando la completezza delle informazioni fornite, la coerenza con quanto comunemente consigliato circa l’autogestione della malattia asmatica e il rispetto dei principi di best practice per il contenuto affidabile.

Tra il 2011 e il 2013 in numero di applicazioni per l’asma si sono raddoppiate da 93 a 191, nonostante il ritiro di circa il 25% di quelle già  esistenti.  La valutazione di tutte le applicazioni più recenti  ha mostrato in circa il 13% dei casi  una carenza nell’uso di piani di azione ( in linea con le evidenze scientifiche) percentuale che saliva al  39% per quelle  destinate alla gestione dell’asma acuto.  Nonostante l’aumento del numero di applicazioni destinate  alla :  gestione dell’asma acuto, tecnica inalatoria e trattamento,  la maggior parte di esse continua a fornire solo informazioni di base sull’asma o semplici funzioni di diario. Se ne deduce che non è attualmente chiaro se benefici clinici sostanziali possono essere realizzati dall’utilizzo di tali applicazioni,  caratterizzato da bassa qualità, informazioni generiche  che non sempre aderiscono  alla pratica clinica accettata.  

Fonte:
The evolution of mobile apps for asthma: an updated systematic assessment of content and tools.
Huckvale K, et al. BMC Med. 2015.
Authors: Huckvale K, Morrison C, Ouyang J, Ghaghda A, Car J.
Citation: BMC Med. 2015 Mar 23;13:58. doi: 10.1186/s12916-015-0303-x.

 

Articolo a cura di Antonio Augusto Niccoli