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2015 30 SET
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

La percezione dell'ITS tra i pediatri di famiglia

In Italia,unico paese al mondo,  una situazione di “primary care” su tutto il territorio nazionale consente una presenza costante e capillare a fianco del bambino e della sua famiglia. Inoltre, in genere, poiché è un rapporto costante e generalmente “di fiducia” l’opinione del pediatra è spesso importante anche per valutare possibili indicazioni di altri specialisti.  Questo studio  valuta  la conoscenza dell'immunoterapia specifica. 

 L'allergia è una questione di salute pubblica di proporzioni pandemiche, che colpisce più di 150 milioni di persone in Europa. Tenendo conto delle tendenze epidemiologiche, si ipotizza che entro 15 anni più della metà della popolazione europea soffre di un qualche tipo di allergia .
I pazienti allergici soffrono di una malattia debilitante, con un notevole impatto sulla loro qualità di vita (QoL) in termini di attività lavorativa o scolastica e costituiscono un onere significativo per l'economia salute dovuti alla perdita di produttività e di assenteismo Poichè è difficile modificare l’ambiente inteso come  urbanizzazione, inquinamento e  clima, l'unica strada è rafforzare e ottimizzare le strategie di prevenzione e di trattamento. L’Immunoterapia allergene-specifica (SIT), è l'unico intervento medico che puo' potenzialmente influenzare il decorso naturale della malattia allergica respiratoria. A proposito di questo contesto, appare fondamentale il partenariato e la cooperazione di molti soggetti medici, non solo gli allergologi ma anche i Medici di Medicina Generale (MMG), i pediatri e gli pneumologi.In una precedente indagine tra gli specialisti italiani circa le modalità di utilizzo del SIT  si è visto che: (a) gli specialisti hanno complessivamente familiarità con  la SIT e la maggior parte delle raccomandazioni delle linee guida vengono osservate, (b) la maggioranza dei medici consiglia di eseguire la SIT in ambiente ospedaliero, (c) la disponibilità di strutture per la rianimazione e / o farmaci per il trattamento di gravi reazioni non era ottimale, (d) un consenso informato per la  SIT sottocutanea è stata regolarmente richiesta da <70% dei medici e (e) scarsa attenzione è stata posta alla formazione dei pazienti. Dal momento che medici sono i primi responsabili per l'istruzione e l'informazione, e la loro cooperazione con gli specialisti nella gestione di allergie è auspicabile, è stata effettuata una seconda indagine per valutare il livello di conoscenza della SIT tra MMG in Italia. L'indagine è stato specificamente progettata per i MMG, al fine di valutare le loro conoscenze sul SIT. Ciò è stato fatto perché medici sono i primi responsabili per l'informazione dei pazienti, e di solito  devono dare consigli su cure prescritte da specialisti. Secondo i risultati, è emerso che la conoscenza generale sulla SIT è stata nel complesso soddisfacente tra i MMG italiani. Inoltre, MMG italiani sono ben consapevoli del fatto che la SIT è raccomandata nelle linee guida più diffuse.Recentemente è stata effettuata una nuova indagine italiana che aveva lo scopo di valutare se può esistere una mancanza di conoscenza della SIT a livello degli specialisti in pneumologia con risultati analoghi.Mancava a questo punto la figura del pediatra che è innegabilmente lo specialista che si confronta con tutte le problematiche inerenti il bambino. In Italia,unico paese al mondo, la presenza  del pediatra in situazione di “primary care” su tutto il territorio nazionale consente una presenza costante e capillare a fianco del bambino e della sua famiglia. Inoltre, in genere, poiché è un rapporto costante e generalmente “di fiducia” l’opinione del pediatra è spesso importante anche per valutare possibili indicazioni di altri specialisti.  Pertanto, esplorare le conoscenze sulla SIT del pediatra di primary care era di particolare rilevanza.  Un gruppo di esperti, sulla base di linee guida e di analisi della letteratura, ha  preparato un questionario di 12 item. Il questionario ( risposte a scelta multipla)  è stato somministrato a 180 pediatri delle cure primarie pediatriche rappresentativi del Piemonte (Nord), Lazio (Centro) e Puglia (Sud), selezionati in modo casuale  ed è stato restituito in forma anonima. Ciascun pediatra ha in carico almeno 1000 bambini. Sono risultati elegibili 130 questionari che hanno confermato una buona conoscenza generale dell’immunoterapia  dal punto di vista del posizionamento nelle Linee Guida della eligibilità dei pazienti e degli effetti immunomodulanti. 

Fonte:
http://www.clinicalmolecularallergy.com/content/13/1/15

Articolo a cura di Massimo Landi