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2016 18 MAG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico - Famiglia

Le nuove Linee Guida dell'American Academy of Pediatrics per la gestione clinica del bambino con ALTE

Tre obiettivi per la caratterizzazione clinica dei pazienti 

L’ American Academy of Pediatrics, dopo aver riunito una commissione multidisciplinare che ha eseguito una review esaustiva di tutta la letteratura relativa all’ALTE dal 1970 al 2014, ha formulato le prime linee guida specificatamente rivolte alla gestione clinica dei bambini che hanno già sperimentato un episodio di ALTE  (apparent life-threatening events).

Le linee guida si prefiggono tre obiettivi.

Il primo è la sostituzione del termine ALTE con quello di BRUE (brief, risolved, unexplained event) per riflettere meglio la natura transitoria dell’evento e la mancanza di una chiara eziologia. Il termine BRUE  descrive in un bambino di età inferiore ad 1 anno un episodio caratterizzato da cianosi o pallore, respiro irregolare o assente, marcata ipotonia o ipertonia, alterato livello di responsività, già risoltosi e di breve durata (20-30sec);

Il secondo obiettivo è quello di fornire al clinico un approccio  volto alla valutazione del rischio (basso o alto) per il paziente  di ripetere l’evento o di avere un disordine sottostante; 

Il terzo e ultimo, ma non in termini di importanza, è quello di offrire raccomandazioni evidence-based sulla gestione dei bambini cosìdetti a basso rischio, che per definizione sono quelli che rispettano i seguenti criteri:

·         Età>60gg

·         Età gestazionale tra 32-45 wks

·         Primo episodio di BRUE

·         Durata

·         No rianimazione cardio-polmonare

·         Esame clinico nella norma

·         Anamnesi e  storia familiare negativi (infezione delle vie aeree,GER, tosse, pertosse,sindromi genetiche, errori del metabolismo, violenze e abusi domestici, esposizione a fumo o droghe..)

Sono necessari ancora molti sforzi per diffondere e supportare le suddette linee guida , attraverso i pediatri, i medici di famiglia e delle aree di emergenza, unitamente a  percorsi educativi rivolti alle famiglie.

 

FONTE:http://pediatrics.aappublications.org/content/pediatrics/early/2016/04/21/peds.2016-0590.full.pdf 

Tieder JS, et al. PEDIATRICS Volume 137 , number 5 , May 2016 :e 20160590

 

Articolo a cura di Paola Alga