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2016 18 MAG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico - Famiglia

Ruolo dei fattori socioeconomici nella relazione fra inquinamento da traffico urbano e salute respiratoria dei bambini

Le fasce sociali svantaggiate sono più vulnerabili ai danni provocati dall’inquinamento da traffico urbano sulla salute respiratoria

L’inquinamento urbano da traffico veicolare si associa, come ormai già noto, ad effetti dannosi sulla salute respiratoria. I bambini, in particolare, risultano essere molto vulnerabili, in virtù del fatto che il sistema immunitario e l’apparato respiratorio durante l’infanzia sono fisiologicamente in fase di sviluppo. E’ stato suggerito che l’inquinamento atmosferico possa interagire con fattori socioeconomici nell’incrementare la sensibilità all’esposizione ambientale. Uno studio recentemente condotto in Canada su oltre 3000 bambini di età scolare ha analizzato l’effetto dello stato socioeconomico (reddito familiare e livello di istruzione dei genitori) sulla relazione tra salute respiratoria ed inquinamento da traffico urbano. Gli Autori hanno osservato che l’appartenenza ad un livello socioeconomico svantaggiato espone i bambini ad un maggior rischio di danni respiratori da traffico veicolare. La motivazione potrebbe essere addotta ad errati stili di vita e abitudini alimentari (scarso consumo di frutta e verdura), accesso limitato ai servizi sanitari, maggiore esposizione ad inquinanti (residenza in aree urbane ad alta densità di traffico). Lo studio suggerisce quindi che per analizzare la relazione tra inquinamento urbano e salute è opportuno considerare gli effetti legati allo stato socioeconomico, che potrebbero almeno in parte spiegare le differenze, in termini di esposizione e rischio, registrate nelle diverse fasce sociali della popolazione.

FONTE: Cakmak S, et al. The modifying effect of socioeconomic status on the relationship between traffic, air pollution and respiratory health in elementary schoolchildren.J Environ Manage. 2016;177:1-8.

 

Articolo a cura di Giuliana Ferrante