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2017 25 LUG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

Microbioma polmonare: una nuova chiave per comprendere le malattie respiratorie?

Contrariamente a quanto si riteneva in passato, recentemente è stato dimostrato che il polmone non è sterile: i ricercatori stanno cercando di capire che ruolo abbia il microbioma polmonare nella patogenesi e nel decorso delle malattie respiratorie.

Negli ultimi dieci anni il "microbioma" è diventato uno dei principali ambiti della ricerca medica: se gli studi sul microbiota intestinale sono ormai all'ordine del giorno, a stupire sono le conoscenze emerse rispetto al microbioma polmonare. Sembra un’eresia, ma il mito della sterilità del polmone è stato davvero sfatato da recenti studi che, mediante il sequenziamento di nuova generazione, hanno permesso di identificare e studiare comunità batteriche presenti in tutti i distretti corporei, compreso il polmone.
Su JAMA è stata recentemente pubblicata un'intervista a due esperti del settore dell’Università di Chicago, Jack Gilbert e Steve White (il primo gestisce il Microbiome Center, il secondo si occupa di asma e BPCO): nell'intervista viene sottolineato come il polmone sia dotato di un suo microbioma, meno esteso e diverso rispetto a quello intestinale, ma altrettanto suscettibile di alterazioni in corso di trattamenti medici, malattie, diete particolari e via dicendo. Recentemente, infatti, sono stati descritti a questo livello i genomi di batteri saprofiti come Veillonella, Prevotella, Neisseria e Acinetobacter, così come alcuni ceppi di Streptococcus. Altri germi, come lo Pseudodomans, sono stati rilevati, invece, solo in soggetti affetti da malattie respiratorie (compreso l'asma grave). Gli esperti, nell'intervista, sostengono che le conoscenze sul microbioma ci aiuteranno a capire meglio la patogenesi e il decorso delle malattie respiratorie (a partire dall'asma, di cui ancora molto ci sfugge) e, in futuro, ci permetteranno di fenotipizzare i pazienti per personalizzare i trattamenti.
Infine, stanno emergendo molte evidenze rispetto all'esistenza di una finestra termporale nei primi anni di vita, nel corso della quale, eventuali perturbazioni del microbioma (ad esempio per l'assunzione di antibiotici), potrebbero favorire la successiva insorgenza di patologie croniche. Studi futuri permetteranno anche di comprendere gli eventuali rapporti esistenti tra il microbioma intestinale e quello polmonare.

Fonte:
Lyon J. The Lung Microbiome: Key to Respiratory Ills? JAMA. 2017 May 2; 317: 1713-14

Articolo a cura di Maria Elisa Di Cicco