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2017 22 DIC
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: divulgativo
Area di interesse: Medico - Famiglia

Decalogo su clima, ambiente e salute respiratoria

I professionisti sanitari sono particolarmente attenti ai legami tra ambiente, clima e salute respiratoria e dovrebbero essere tenuti in maggiore considerazione da chi si occupa di politiche ambientali. L’ERS (European Respiratory Society) ha espresso in 10 punti le principali implicazioni sanitarie dei cambiamenti climatici.

Ecco in breve il decalogo:

1. I cambiamenti climatici sono reali.
Abbiamo tutti ben presenti le temperature record registrate nel 2016 e le notizie riguardanti lo scioglimento dei ghiacciai artici… tutto ciò mette a rischio le popolazioni costiere (inondazioni) e può portare a carenza di acqua dolce.

2. La salute e l’ambiente sono intrinsecamente legati ai cambiamenti climatici.
Si stima che circa 12,6 milioni di morti globali all’anno siano attribuibili a fattori ambientali modificabili. Le maggiori concentrazioni di gas a effetto serra (come il diossido di carbonio) hanno portato ad ondate di calore prolungate, maggiore durata delle stagioni polliniche, inquinamento, incendi e precipitazioni massicce con alluvioni.

3. I cambiamenti climatici hanno un effetto diretto sulla salute respiratoria.
L’aumento delle temperature provoca una maggiore mortalità da cause respiratorie. Il caldo afoso e l’umidità sono fattori esacerbanti l’asma e la BPCO. Ci si aspetta un aumento delle epidemie di “thunderstorm asthma”.

4. I cambiamenti climatici hanno un effetto indiretto sulla salute respiratoria.
Oltre la temperatura anomala, si ha una maggiore esposizione ad altri fattori di rischio: umidità elevata con proliferazione di muffe indoor (e quindi peggioramento di asma, rinite o suscettibilità ad infezioni polmonari), aumento degli inquinanti come l’ozono (che intaccano la funzionalità polmonare).

5. Stanno emergendo ricadute mediche di fattori mai considerati prima.
Sono i fenomeni naturali estremi, come l’allungamento e l’intensificazione delle stagioni polliniche o la notevole quantità di particolato derivante da incendi, desertificazione o tempeste di sabbia.

6. L’impatto sulla salute non è sempre uguale.
Circa il 30% della popolazione è a rischio di “eventi letali da calore” e le persone già affette da patologie respiratorie sono ancora più suscettibili.

7. La sfida è cambiare.
Le emissioni di gas dipendono dalle dimensioni della popolazione, attività economiche, stili di vita, uso di energia e utilizzo del terreno. Contrastare i cambiamenti climatici richiede una limitazione delle cause e adattamento.

8. Agire per limitare.
Servono politiche per ridurre i gas serra e l’inquinamento dell’aria. Alcuni esempi: riduzione dell’uso di combustibili fossili, potenziamento dei trasporti pubblici o non motorizzati.

9. Agire per adattarsi.
L’adattamento richiede di affrontare l’impatto del cambiamento climatico, per esempio implementando la sorveglianza sanitaria di malattie correlate al clima. Ovviamente non ci si deve rassegnare alla presenza degli inquinanti, se esistono alternative meno dannose.

10. Soprattutto, agire adesso!
Molto è stato fatto dall’uscita degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi. Servono proposte attive, come quella della Svezia di essere “carbon neutral” entro il 2045, investire nei combustibili verdi, ridurre le emissioni e rispettare gli standard WHO sulla qualità dell’aria.

Le società mediche devono continuare a supportare questi messaggi a difesa della salute della popolazione e richiedere politiche che portino al raggiungimento di questi obiettivi.


Barry M, Annesi-Maesano I. Ten principles for climate, environment and respiratory health. European Respiratory Journal 2017 50: 1701912; DOI: 10.1183/13993003.01912-2017

Articolo a cura di Maria Furno