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2018 25 FEB
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico - Famiglia

Esposizione al fumo passivo: quali conseguenze in Pronto Soccorso?

Esposizione al fumo passivo nei pazienti del pronto soccorso pediatrico con malattie respiratorie: gravità della malattia e utilizzo delle risorse.

L'esposizione al fumo passivo è uno dei fattori di rischio associati allo sviluppo delle malattie respiratorie in età infantile. I bambini con problemi respiratori - come l'asma, la bronchiolite e la polmonite – sono significativamente influenzati dall'esposizione al fumo in termini di gravità dei sintomi associati al quadro clinico e utilizzo dell’assistenza sanitaria a livello nazionale, in particolare nel dipartimento di emergenza (PED).

Gli autori dello studio indicano che il 54% dei bambini con asma, il 37% dei bambini con bronchiolite e il 35% dei bambini con la polmonite è esposto al fumo e questo contribuisce ad aumentare la gravità della malattia.

L’obiettivo è stato esaminare l'associazione tra l’esposizione al fumo e la gravità della malattia pediatrica tra i bambini che afferiscono al reparto di Emergenza con una diagnosi primaria di asma, bronchiolite o polmonite. Le variabili utilizzate dallo studio per valutare la gravità della malattia sono state: la categorizzazione del triage, la saturazione di ossigeno all’arrivo in pronto soccorso, nonché le risorse utilizzate dal dipartimento delle emergenze intese come procedure, interventi e farmaci somministrati.

Nei risultati emersi vi è un'interessante relazione tra lo stato di esposizione al fumo e la gravità della malattia di base, così come l’utilizzo delle risorse nella PED in particolare nei bambini con asma e bronchiolite.

Infatti in questi pazienti le riacutizzazioni asmatiche risultano più frequenti e più gravi, cosi come maggiore è il numero degli accessi in pronto soccorso e dei ricoveri ospedalieri. La stessa cosa si osserva per i bambini esposti con la bronchiolite che mostrano più alta probabilità di ospedalizzazione, di ricoveri in terapia intensiva e una degenza ospedaliera in media più lunga con maggiore probabilità di peggioramento clinico.

In  conclusione i dati ottenuti sottolineano la necessità di un maggiore impegno nella campagna di prevenzione e lotta al tabagismo poiché l'applicazione di questi dati avrebbe ripercussioni favorevoli non solo sulla salute dei bambini, ma anche sul dispendio delle risorse sanitarie. È quindi necessario promuovere interventi di screening per la cessazione dell'abitudine al fumo negli ambienti ospedalieri, in particolare nelle aree di emergenza.

Inoltre, gli autori sottolineano come il livello di conoscenza sui fattori di rischio del fumo appare ancora insufficiente, da qui la necessità di un continuo avanzamento della ricerca per migliorare l'assistenza sanitaria infantile necessaria per i bambini esposti.   

Fonte:
Ashley L. Merianos et al.Secondhand smoke exposure, illness severity, and resource utilization in pediatric emergency department patients with respiratory illnesses. J Asthma. 2017 October ; 54(8): 798–806.

Articolo a cura di Sabrina D'Arpa