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2018 29 MAR
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

From bench to bedside: Trapianto polmonare e probiotici: il microbiota può influire sull'outcome a lungo termine

Una frequente complicazione del trapianto polmonare è il rigetto cronico (chronic lung allograft rejection, CLAD), un termine usato per descrivere diversi fenotipi di rigetto caratterizzato da infiammazione e rimodellamento delle vie aeree che progressivamente riduce la funzionalità polmonare, portando anche ad un secondo trapianto o al decesso. Il mantenimento dell'omeostasi delle vie aeree sembra assicurato dalla presenza di un microbiota vario ed equilibrato. 

Perturbazioni nella composizione della comunità microbica, note come disbiosi, sono state segnalate in una varietà di condizioni respiratorie, incluso il trapianto di polmone. Gli autori di questo articolo pubblicato su JACI suggeriscono che la disbiosi delle vie aeree sia legata all'infiammazione o al rimodellamento polmonare, a seconda del tipo di batteri predominante, e che il microbiota possa avere un impatto significativo sull’outcome a lungo termine del trapianto polmonare.

In questo studio il DNA del microbiota e l'RNA dell’ospite sono stati isolati dai lavaggi broncoalveolari (BAL) di pazienti sottoposti a trapianto polmonare e un pool ristretto di geni codificanti per il rimodellamento anabolico o catabolico quantificati tramite PCR real time. Gli autori hanno dimostrato che dopo il trapianto nel BAL possono essere descritte (in base all’espressione dei suddetti geni) quattro condizioni: bassa, intermedia, catabolica e anabolica. I primi due profili esprimono geni neutri (cioè geni non associati al rimodellamento) e sono caratterizzati da comunità batteriche varie e ben equilibrate. La condizione catabolica, che più spesso si verifica nella prima fase dopo il trapianto (3-6 mesi) è dominata invece dall'infezione neutrofilica, dalla degradazione della matrice extracellulare e dalla predominanza di batteri proinfiammatori (Staphylococcus e Pseudomonas) associati infatti all’espressione di geni tipicamente infiammatori. Nella condizione anabolica, che secondo gli autori di solito avviene a partire dai 12 mesi dopo il trapianto, prevalgono i fattori di crescita, la deposizione della matrice extracellulare e batteri meno patogeni (Prevotella e Streptococcus) con espressione di geni caratteristici del rimodellamento tissutale. Gli autori propongono che in una condizione di benessere le vie respiratorie siano caratterizzate da un turnover della matrice extracellulare di basso grado e da un microbiota vario e bilanciato mentre nelle malattie respiratorie associate ad infiammazione acuta o fibrosi, il microambiente polmonare cambi verso un rimodellamento catabolico o anabolico promuovendo la crescita di specifici batteri che sono in grado di regolare rispettivamente la degradazione o la deposizione della matrice extracellulare.

Questo articolo dimostra che l'interazione tra cellule polmonari, microbiota e matrice possa avere un ruolo chiave per mantenere il buon equilibrio delle vie aeree e anche assicurare il buon esito del trapianto polmonare. I risultati potrebbero indicare potenziali nuovi approcci terapeutici in termini di modificazione del microbiota tramite l'assunzione dei specifici probiotici al fine di modificare il rimodellamento delle vie aeree e quindi l’outcome del trapianto polmonare.

Fonte:
Mouraux S, Bernasconi E, Pattaroni C, Koutsokera A, Aubert JD, Claustre J, Pison C, Royer PJ, Magnan A, Kessler R, Benden C, Soccal PM, Marsland BJ, Nicod LP; SysCLAD Consortium. Airway microbiota signals anabolic and catabolic remodeling in the transplanted lung. J Allergy Clin Immunol. 2018 Feb;141(2):718-729.e7

Articolo a cura di Valentina Fainardi