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2018 31 LUG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico - Famiglia

Esposizione a fumo passivo in ambiente domestico: effetto del PM2.5 e dei metalli pesanti sulla salute respiratoria dei bambini

Il fumo in ambiente domestico si associa ad elevate concentrazioni indoor di PM2.5 e di metalli pesanti e a sintomi respiratori nei bambini.

Il fumo di tabacco rappresenta la principale fonte di agenti chimici tossici che vengono rilasciati negli ambienti confinati durante i processi di pirosintesi e di combustione della sigaretta. Uno studio recentemente condotto in Sicilia ha valutato la composizione di campioni di particolato raccolti nelle abitazioni di soggetti fumatori e non allo scopo di identificare traccianti selettivi del fumo e di studiare l’associazione con gli effetti sulla salute respiratoria dei bambini esposti. Lo studio ha coinvolto 73 bambini valutati mediante questionari compilati dai genitori e prick test ed ha previsto il monitoraggio dei livelli indoor/outdoor di PM2.5 nelle relative abitazioniper un arco temporale di 48 ore. Rispetto alle case dei non fumatori, nelle abitazioni dei fumatori sono stati osservati livelli di PM2.5, Cadmio e Tallio più elevati che, peraltro, sono risultati essere associati ad una maggiore presenza di sintomi respiratori nei bambini esposti. Lo studio ha pertanto dimostrato che i bambini esposti a fumo passivo in ambiente domestico possono subire effetti nocivi sulla salute respiratoria che derivano dalla prolungata esposizione a più alte concentrazioni di particolato e di agenti chimici tossici. Questi risultati supportano quindi la proposta applicazione di normative volte ad eliminare il fumo di tabacco negli ambienti domestici con l’obiettivo prioritario di proteggere i bambini, in qualità di soggetti inconsapevolmente esposti e maggiormente vulnerabili ai danni sulla salute.

Fonte:
Drago G, et al. Relationship between domestic smoking and metals and rare earth elements concentration in indoor PM2.5. Environ Res. 2018 Aug;165:71-80. 

Articolo a cura di Giuliana Ferrante