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2018 04 SET
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: divulgativo
Area di interesse: Medico - Famiglia

La terapia genica arriva in Italia e riscrive la storia delle SMA

Inizia anche in Italia la sperimentazione della terapia genica sui neonati affetti dalla forma più grave della malattia.   

A distanza di circa un anno dall’arrivo in Italia del primo farmaco al mondo autorizzato per il trattamento delle Atrofie muscolari spinali (SMA), noto come Nusinersen, per le famiglie SMA arriva un’altra buona notizia: entro poche settimane, in Italia, verrà avviato lo studio clinico basato sulla terapia genica, denominato AveXis 101, che verrà somministrata a neonati affetti da SMA geneticamente diagnosticata e presintomatica.
La notizia suona come un urlo liberatorio di speranza, perché prefigura uno scenario che fino a pochissimo tempo fa sembrava davvero impensabile: curare una malattia genetica rara come la SMA, che impedisce ai muscoli volontari del corpo di camminare, stare in piedi, sedersi, deglutire.
Le SMA sono un gruppo di malattie degenerative dei motoneuroni, caratterizzate dalla degenerazione delle cellule del corno anteriore a livello del nucleo del midollo spinale. Tutte le forme di SMA sono associate ad una mutazione del gene SMN1, localizzato sul braccio lungo del cromosoma 5 (5q12.3) che codifica per la proteina SMN (Survival of motoneurons). Nei pazienti affetti da SMA di tipo 1, le patologie polmonari rappresentano le principali cause di morbilità e mortalità.
Se il Nusinersen, somministrato per via intratecale, non agisce sul gene mutato SMN1, bensì modulando lo splicing dell’SMN2, consentendo a questo secondo gene di produrre una proteina completa, la terapia genica si basa, invece, sulla somministrazione per via endovenosa  di una copia corretta del gene difettoso (SMN1) che codifica per la proteina SMN mancante. Il gene viene veicolato all’interno dell’organismo mediante un virus adeno-associato sierotipo 9 (AAV9), non patogeno e, soprattutto, in grado  di attraversare la barriera ematoencefalica per raggiungere il sistema nervoso centrale. Il primo trial con AVXS-101, di fase 1, è stato avviato nel 2014 al Nationwide Children's Hospital di Columbus nell’Ohio, per valutare in primo luogo la sicurezza e, in seconda battuta, anche l’efficacia su 15 bambini, dai 0 ai 6 mesi, affetti da SMA1. I risultati sono stati pubblicati a novembre 2017, sulla prestigiosa rivista scientifica New England Journal of Medicine: dei 12 pazienti che avevano ricevuto la dose più alta di terapia genica, 11 erano in grado di stare seduti senza supporto, 9 erano in grado di girarsi su se stessi, e 2 erano in grado di camminare in modo indipendente.
Il Policlinico Gemelli di Roma, sarà il primo centro clinico ad avviare il trial in Italia. Si tratta di uno studio di fase 3, con un’unica somministrazione di AVXS-101 per via endovenosa che verrà eseguita in bambini con diagnosi di SMA, di età al di sotto dei 42 giorni di vita alla data di somministrazione della dose, nati dopo la trentacinquesima settimana di età gestazionale e che non siano già in trattamento con altri farmaci. Dopo il Policlinico Gemelli verranno coninvolti altri cinque centri clinici: il NeMO Sud di Messina, l’Istituto G. Gaslini di Genova, l’Istituto Besta, il Policlinico di Milano e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Fonte: L’articolo è disponibile al seguente link: http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1706198

Articolo a cura di Claudio Cherchi