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2019 31 GEN
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: divulgativo
Area di interesse: Medico - Famiglia

Salute pubblica e salute dei migranti e rifugiati

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La formazione del personale sanitario rende possibilela diagnosi e la gestione delle più comuni malattie infettive e non trasmissibili

Il recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla salute dei migranti e dei migranti in Europa riporta che i migranti ed i rifugiati che arrivano in Europa sono generalmente in buona salute, ma gli spostamenti e le condizioni di vita nei Paesi ospitanti possono aumentare il rischio di malattie. Nel confronto dei tassi standardizzati di mortalità per le 8 categorie ICD-10 (circolatorio, digestivo, endocrino, lesioni, mentale e comportamentale, neoplasie, nervoso e respiratorio) i migranti valori più bassi di mortalità rispetto alla popolazione generale (0.87/100 000 vs 1.21/100 000). Riguardo le malattie infettive, gli spostamenti possono rendere questi gruppi di popolazione più vulnerabili a contrarle e questo può giustificare la maggiore prevalenza  di infezioni delle alte vie respiratorie; il rischio di tubercolosiaumenta in base alla presenza dell’infezione nella popolazione ospitante.
L’aspetto respiratorio della salute dei migranti e rifugiati è stato anche oggetto della recente pubblicazione del Workshop ATS ERS “Research Needs on Respiratory Health in Migrant and Refugee Populations”. Nell’ambito delle malattie respiratorie croniche non trasmissibili (asma, COPD, disturbi del sonno e terapia intensiva) il gruppo ha identificato alcune importanti raccomandazioni per l’implementazione delle attività di ricerca futura, quali ad esempio: studi longitudinali per la valutazione dell’impatto di urbano o della migrazione internazionale sullo sviluppo di asma; studi sui fattori di rischio da esposizione ambientale a inquinanti urbani; clinical trials di intervento comportamentale  per migliorare i disturbi del sonno.
L’OMS evidenzia come sia importante offrire assistenza sanitaria a tutti, indipendentemente dallo status giuridico, per eliminare barriere culturali e linguistiche tra pazienti e professionisti sanitari e sottolinea che un’adeguata formazione del personale sanitario rende possibile la diagnosi e la gestione delle più comuni malattie infettive e non trasmissibili.

Per approfondire:

WHO 2018. Report on the health of refugees and migrants in the WHO European Region. No PUBLIC HEALTH without REFUGEE and MIGRANT HEALTH. http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0004/392773/ermh-eng.pdf?ua=1

Aldridge RW, Nellums LB, Bartlett S, Barr AL, Patel P, Burns R, Hargreaves S,  Miranda JJ, Tollman S, Friedland JS, Abubakar I. Global patterns of mortality in  international migrants: a systematic review and meta-analysis. Lancet. 2018 Dec15;392(10164):2553-2566. doi: 10.1016/S0140-6736(18)32781-8.

Roman J, Viegi G, Schenker M, Ojeda VD, Pérez-Stable EJ, Nemery B, Annesi-Maesano I, Patel SR, La Grutta S, Holguin F, Moughrabieh A, Bime C, Lindberg A, Migliori GB, de Vries G, Ramírez J, Aliberti S, Feldman C, Celedón JC. Research Needs on Respiratory Health in Migrant and Refugee Populations. An Official American Thoracic Society and European Respiratory Society Workshop Report. Ann Am Thorac Soc. 2018 Nov;15(11):1247-1255. doi: 10.1513/AnnalsATS.201807-478ST.

Articolo a cura di Stefania La Grutta