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2019 30 MAG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

From bench to bedside - Il potenziale antiossidante della caffeina nella broncodisplasia polmonare

Lo stress ossidativo generato dalla ossigenoterapia, dalla ventilazione meccanica e dalla fisiologica immaturità dei sistemi antiossidanti contribuisce significativamente al danno polmonare del nato pretermine

La caffeina, comunemente utilizzata nei reparti di terapia intensiva neonatale per ridurre il rischio di apnee nei nati pretermine, oltre ad essere antagonista dei recettori dell’adenosina sembra anche mostrare notevoli effetti contro i radicali liberi.
Dai risultati di uno studio recentemente pubblicato su Respiratory Medicine si evince infatti che la caffeina possa influire positivamente sul decorso della broncodisplasia polmonare (BPD) sfruttando le sue capacità antiossidanti.
La ricerca tedesca è stata condotta su modelli murini di BPD in cui alla condizione di iperossia (FiO2 0.80%) nei primi 5 giorni di vita si associava la somministrazione ogni 48 ore di caffeina 10 mg/kg. L’analisi degli omogenizzati polmonari dei topi con BPD sottoposti a trattamento con caffeina mostrava significativa riduzione dei danni da ossidazione del DNA e totale assenza di aumento dello stress ossidativo. Inoltre le sezioni di polmone fissate per l’analisi immunoistochimica evidenziavano un significativo miglioramento delle alterazioni anatomiche a carico degli alveoli nei topi con BPD trattati con caffeina.
Questo lavoro conferma e amplia i risultati di precedenti ricerche suggerendo la possibilità di utilizzare la caffeina come efficace antiossidante nella patologia polmonare del nato pretermine.

Fonte: Endesfelder S, Strauß E, Scheuer T, Schmitz T, Bührer C.
Antioxidative effects of caffeine in a hyperoxia-based rat model of bronchopulmonary dysplasia. Respir Res. 2019 May 10;20(1):88.

Articolo a cura di Valentina Fainardi