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2019 27 GIU
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: divulgativo
Area di interesse: Medico - Famiglia

Tutte le generazioni del tabacco

Un tempo erano le sigarette, poi sono diventate elettroniche, ora assomigliano a penne USB... Le nuove generazioni del tabacco attirano in maniera sconcertante le nuove generazioni umane. In questo articolo, una panoramica dei nuovi dispositivi e delle poche armi ancora a nostra disposizione.

Le sigarette elettroniche sono sbarcate nel mercato statunitense nel 2006 e dal 2014 sono diventate il prodotto a base di tabacco più usato tra i giovani. Con il tempo si sono evolute soprattutto nella forma, mantenendo inalterato il processo base attraverso il quale viene prodotto un "aerosol" di sostanze.

Se le elettroniche di prima generazione erano molto simili alla classica sigaretta, gli esemplari di quarta generazione (conosciuti con il nome commerciale JUUL) sono più simili a schede di memoria, con tanto di possibilità di ricarica tramite porta USB.

Anche la soluzione che viene inalata cambia tra i dispositivi; in genere contengono 3 tipi di chimici: umettanti (propilenglicole, glicerina), nicotina (in varia concentrazione) e gli aromi (frutta, dolci, caramelle e chi più ne ha più ne metta). 

Il sito web di JUUL afferma che "la propria missione è migliorare le vite del miliardo di adulti che fumano, eliminando le sigarette", ma le pubblicità sono spesso rivolte ai giovani e certo non cercano di distogliere l'attenzione dal tabacco. I giovani fumatori elettronici sono già diversi milioni e la tendenza è in aumento. Purtroppo sono milioni anche i giovani che muoiono prematuramente a causa di patologie correlate al fumo.

Abbiamo ancora pochi dati sugli effetti delle sostanze rilasciate da questi dispositivi, ma sembra siano gli stessi (dannosi!) delle sigarette tradizionali (su apparato cardio-circolatorio, cerebrale e polmonare) sia su chi fuma attivamente, che in chi subisce (seconda e terza mano), così come nel feto. L'aspetto attraente, colorato e profumato, ha anche determinato molte ingestioni accidentali del liquido per ricariche.

Cosa possiamo fare ancora? Continuare a chiedere ai nostri pazienti e ai famigliari se è presente l'abitudine al fumo (di qualunque tipo!) e aiutarli a smettere (o a non iniziare!), supportare le campagne che propongono di innalzare i costi e l'età minima di vendita di questi dispositivi ad almeno 21 anni e vietare tutti i prodotti aromatizzati.

La popolarità del tabacco rappresenta una vera crisi della sanità pubblica! Combattiamola!

Fonte:
S.C. Walley et al. A Public Health Crisis: Electronic Cigarettes, Vape, and JUUL. Pediatrics June 2019;143(6):e20182741

Articolo a cura di Maria Furno