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2021 17 MAG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo:
Area di interesse: Medico - Famiglia

Decalogo dell'asma

Un decalogo sui falsi miti dell'asma in età pediatrica, che chiarisce anche alcuni luoghi comuni su asma e COVID-19. 

1. L’asma è una malattia infantile che si risolve con la crescita. Falso.

È vero che nei bambini piccoli, in età prescolare la presenza di un respiro sibilante può essere transitorio (ma questa non è asma); non è vero invece che l’asma, una volta correttamente diagnosticata, scompaia. Per questo è importante fare una diagnosi corretta, con l’ausilio delle prove di funzionalità respiratoria, al fine di evitare errori che si possano riflettere sulla vita del bambino: errori di sovrastima o sottostima delle diagnosi non sono rari.

2. L’asma è contagiosa. Falso.

Non vi è alcuna dimostrazione che l’asma sia dovuta a infezioni, per cui non è una malattia contagiosa. Bisogna però dire che alcune infezioni come quelle sostenute dai virus respiratori, possono scatenare attacchi di asma: il virus che scatena l’asma può essere trasmesso a un altro individuo.

3. Chi soffre di asma non dovrebbe svolgere attività fisica. Falso.

Talvolta si osserva un atteggiamento iperprotettivo da parte dei genitori che tendono a far evitare l’attività sportiva: ma quando l’asma è sotto controllo una regolare attività fisica determina numerosi benefici e contribuisce, in particolare, ad uno sviluppo armonico della funzione polmonare. I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport, anche a livello agonistico e la scelta dello sport deve rispettare l’inclinazione personale di ogni bambino in accordo con i genitori. Molti atleti con asma hanno vinto alle Olimpiadi la medaglia d’oro in tutte le discipline.

4. L’asma è controllabile solo con steroidi ad alte dosi. Falso.

L’asma è più spesso controllabile con steroidi per via inalatoria a basso dosaggio. Inoltre le ultime indicazioni terapeutiche per il controllo dell’asma hanno accolto i farmaci biologici per i quadri più gravi; questi farmaci controllano l’infiammazione nell’asma permettendo la riduzione della terapia steroidea.

5. L’asma può essere una conseguenza dell’allergia e peggiora con l’inquinamento. Vero. 

L’asma è spesso associata all’esposizione di allergeni, vale a dire sostanze presenti nell’ambiente come i pollini di fiori e piante, le muffe e gli acari della polvere di casa. Questa condizione si definisce “atopia”, cioè una iperproduzione di immunoglobuline E (IgE) dirette contro i comuni allergeni ambientali che scatenano la risposta infiammatoria. Inoltre la prevalenza di patologie allergiche e dell’asma in età pediatrica è aumentata a causa dell’esposizione ad inquinanti ambientali ed ai processi di urbanizzazione, soprattutto nei paesi industrializzati. Tra gli inquinanti ambientali interni il fumo di tabacco, i miceti e l’umidità, gli allergeni domestici (acari della polvere, alternaria, blattella e derivati epiteliali di cane e gatto) rappresentano i principali fattori di rischio per asma in età pediatrica.

6. Le persone con asma bronchiale possono presentare una forma più grave di COVID-19 e sono a maggior rischio di morte. Falso

Dalle revisioni sistematiche della letteratura risulta che le persone con asma bronchiale non sono maggiormente a rischio di contrarre la malattia da COVID-19. Non è documentato un aumento del rischio di COVID-19 grave nelle persone con asma bronchiale lieve o moderato ben controllato.
Inoltre, allo stato delle conoscenze, le persone con asma ben controllato non sono a maggior rischio di morte correlata a COVID-19 (Williamson, Nature 2020; Liu et al JACI IP 2021).

7. Durante la pandemia da COVID-19 sono aumentate le esacerbazioni -riacutizzazioni dell’asma. Falso

Nel 2020, in molti paesi si è verificata una riduzione delle esacerbazioni dell’asma e delle malattie respiratorie legate all’influenza. Le ragioni non sono note, ma sono dovute probabilmente alle misure di prevenzione (lavaggio delle mani, uso delle mascherine e distanziamento fra persone) che hanno ridotto l’incidenza di altre infezioni respiratorie come l’influenza.

8. Per ridurre il rischio di diffusione del virus SARS-CoV-2 è consigliabile evitare l’uso dei nebulizzatori elettrici. Vero 

Per la terapia dell’asma è preferibile utilizzare le bombolette pressurizzate predosate e il distanziatore ad  eccezione delle riacutizzazioni molto gravi.

9. La spirometria non si deve eseguire nei bambini con infezione da SARS-CoV-2 confermata o sospetta. Vero

La spirometria presenta un alto rischio per la trasmissione del virus SARS-CoV-2 per l’emissione di goccioline contaminate durante l’esecuzione del test. In particolare il boccaglio, il flussimetro e lo stringinaso sono possibili strumenti di contaminazione e diffusione del virus. 

10.  Il controllo dell’asma a distanza, mediante l’ausilio della telemedicina, può essere di aiuto nel controllo dei sintomi. Vero

Sono già disponibili in via sperimentale nuovi strumenti che, in particolare, misurano la saturazione dell’ossigeno e servono ad eseguire la spirometria. I dati ottenuti possono essere trasmessi dai pazienti direttamente agli specialisti di riferimento per il monitoraggio dell’asma e la conseguente conferma o modifica della terapia.

articolo a cura della redazione web