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2018 24 MAG
Tipologia di contenuto: per la famiglia
Registro comunicativo: divulgativo
Area di interesse: Famiglia

FAQ: Domande & risposte. Asma (Parte II)

Questo mese parliamo di… ASMA! (Parte II)

1. D: Siamo due genitori asmatici: lo sarà anche il nostro bambino?

R: L’asma è una patologia cronica che ha una componente genetica e una componente ambientale.

La componente genetica indica che avere genitori asmatici significa essere “geneticamente” predisposti ad avere l’asma, ma non necessariamente ne condiziona la comparsa. Ugualmente un bambino può essere asmatico pur non avendo genitori asmatici.
La componente ambientale è costituita da fattori ambientali (pelo di animali, fumo di sigaretta, polvere, inquinamento, pollini, ...) cosiddetti “modificabili” (diversamente da quanto accade per i fattori genetici non modificabili), quindi è possibile modificarne l’esposizione; ciò significa che è possibile evitarli e/o ridurne l’esposizione, modificando così la storia naturale dell’asma.

 

2. D: Il mio bambino asmatico ha effettuato le prove allergiche ed è risultato positivo per il pelo di cane/gatto. Noi abbiamo già un cane/gatto in casa: dobbiamo darlo via?

R: Il pelo degli animali può scatenare un attacco d’asma nei soggetti “sensibilizzati” all’allergene/i contenuto/i  nel pelo dell’animale, cioè che mostrano prova/e allergica/che cutanee positiva/e per il pelo di cane/gatto. Tuttavia, la presenza in ambiente domestico di un cane/gatto può essere consentita con alcuni accorgimenti. Innanzitutto è possibile controllare i sintomi dell’asma con l’utilizzo della appropriata terapia con i farmaci “di fondo”, quali ad esempio i cortisonici inalatori, ai quali è possibile affiancare una terapia allergene specifico, il cosiddetto “vaccino”, che ha lo scopo di attivare e mantenere una tolleranza specifica nei confronti dell' allergene. É inoltre molto importante ridurre nell’ambiente domestico la concentrazione degli allergeni del pelo di cane/gatto, effettuando un'accurata pulizia dei locali.

 

3. D: Per quanto tempo mio figlio dovrà effettuare la terapia per l’asma?

R: Per la cura dell’asma ci sono due categorie di farmaci. I primi sono i farmaci della cosiddetta terapia “di fondo”, cioè che devono essere utilizzati ogni giorno in modo continuativo; i secondi sono i farmaci della cosiddetta terapia “al bisogno”, cioè che devono essere utilizzati solo in particolari circostanze, ad esempio per la cura delle riacutizzazioni di asma.

Il cortisonico inalatorio è il principale farmaco della terapia “di fondo”, va utilizzato continuativamente, anche quando sembra che vostro figlio stia bene, perché ha lo scopo di raggiungere e mantenere lo stato di controllo dell’asma, cioè diminuire lo stato infiammatorio delle vie aeree e di conseguenza ridurre i sintomi (tosse, respiro con il fischio, difficoltà respiratoria) dell’asma ed anche di migliorare la funzionalità respiratoria (misurata con la spirometria). Quindi avere il controllo dell’asma significa ridurre il rischio di avere riacutizzazioni di asma. Purtroppo molti genitori tendono ad eseguire in modo discontinuo la terapia “di fondo”, interrompendola quando i loro figli stanno meglio o eseguendola solo quando il bambino presenta le riacutizzazioni di asma. Al contrario è molto importante seguire sempre con precisione le indicazioni del medico consultandolo prima di ridurre o modificare la terapia “di fondo”. Dopo aver raggiunto il controllo dei sintomi e della funzionalità respiratoria sarà il vostro medico a valutare quando sarà possibile ridurre o anche interrompere la terapia “di fondo”.
I farmaci broncodilatori a breve durata di azione (cioè che agiscono velocemente entro pochi minuti e mantengono la loro azione per almeno 4 -6 ore), quali ad esempio il salbutamolo, sono i principali farmaci della terapia “al bisogno”. Quindi questi farmaci devono essere immediatamente utilizzati quando il bambino presenta i sintomi dell’attacco acuto di asma (tosse, sibili, affanno, fame d’aria) conseguenti alla improvvisa e di grado variabile riduzione del diametro interno (bronco-ostruzione) delle vie aeree, perché hanno lo scopo di  contrastare la bronco-ostruzione e quindi di favorire la riduzione dei sintomi.

 

4. D: É meglio somministrare i farmaci con il distanziatore o con l’apparecchio per aerosol (nebulizzazione)?

R: Distanziatore e  Aerosol servono entrambi per effettuare la terapia inalatoria, permettendo la deposizione del farmaco direttamente a livello delle vie respiratorie, anche le più periferiche.

Il distanziatore deve essere sempre utilizzato insieme con lo spray predosato, è la modalità di somministrazione più corretta sia per i farmaci della terapia “di fondo”,  quali ad esempio i cortisonici inalatori, sia per il farmaco della terapia “al bisogno”, quale ad esempio il salbutamolo, nella cura dell'attacco acuto di asma.
La nebulizzazione rappresenta un'alternativa particolarmente utile in bambini con grave riacutizzazione di asma, per i quali è necessario somministrare per via aerosolica dosi ripetute ed elevate di broncodilatatore.

Articolo a cura di Paola Di Filippo