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2016 10 MAG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

Infezione da Virus Respiratorio Sinciziale e numero di ospedalizzazioni nei prematuri italiani

Analisi retrospettiva italiana nei prematuri non profilassati.

Il Virus respiratorio sinciziale (VRS) è la più frequente causa di infezione delle vie respiratorie nei bambini sotto i due anni (60-70%), e la bronchiolite è la causa principale di ospedalizzazione sotto l’anno di vita, indotta da VRS nel 2-3% dei casi. Molti fattori sono in grado di favorire l’insorgenza di quadri clinici gravi con necessità di ricovero, alcuni sono legati alle caratteristiche dell’ospite altri a fattori ambientali. La scarsità di efficaci trattamenti per la bronchiolite e la mancanza di vaccini per il VRS enfatizzano il ruolo della prevenzione nel ridurre l’impatto di questa malattia. La profilassi si basa sulla profilassi ambientale volta a minimizzare la diffusione del virus e sulla profilassi farmacologica che prevede la somministrazione di palivizumab durante il periodo epidemico nei pazienti a rischio. Nei bambini senza particolari fattori di rischio associati le due caratteristiche da osservare che correlano con la gravità dell’infezione sono: la prematurità e l’età cronologica nel periodo epidemico di infezione.

Silvestri et al. in questo studio si pongono l’obiettivo di osservare le caratteristiche demografiche, ambientali e la positività all’infezione di VRS nei bambini ospedalizzati e non, in un periodo in cui la profilassi farmacologica non era diffusa fra i prematuri. I dati sono stati raccolti su 2241 bambini di età compresa 0-4 anni, utilizzando un database storico italiano che riporta i ricoveri nei quattro periodi epidemici di infezione (Ottobre-Aprile 2000-2004). Nell’analisi dei dati i bambini sono stati suddivisi in base all’epoca gestazionale(WG).

I risultati ottenuti hanno evidenziato come nel periodo 6-12mesi i tassi di ospedalizzazione nei pazienti con VRS positivo sono elevati con un andamento  progressivamente decrescente con l’aumentare dell’età gestazionale. La frequenza di infezione è risultata più elevata nei neonati di età gestazionale 29-32 settimane, suggerendo come questi almeno nel primo anno di vita siano i più vulnerabili.

La recente revisione delle raccomandazioni SIN sulla profilassi con palivizumab riconosce la difficoltà a stabilire un’età gestazionale “soglia” di differenzazione tra alto e basso rischio di infezione nei pretermine

Ulteriori studi sono necessari per identificare i fattori rischio correlati alla gravità dell’infezione in questi pazienti, tuttavia quest’analisi retrospettiva può essere utile per una più idonea pianificazione della profilassi, almeno nel nostro Paese.

Fonte: Silvestri et al.Respiratory Syncytial Virus-associated hospitalization in premature infants who did not receive palivizumab prophylaxis in Italy: a retrospective analysis from the Osservatorio Study Italian Journal of Pediatrics (2016) 42:40. 

Articolo a cura di Sabrina D'Arpa