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2017 25 LUG
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico

From bench to bedside. Dieta ricca di fibre: un aiuto per la terapia dell’asma?

Sebbene l’asma sia una malattia molto diffusa, la sua patogenesi è ancora oggi materia di studio. Tra i fattori ambientali che sembrano influenzare l’esordio e l’evoluzione della malattia si pensa che la dieta possa avere un ruolo importante. Questa ipotesi è inizialmente nata dai risultati ottenuti su topi sottoposti ad una dieta ad alto contenuto di fibre che si è dimostrata in grado di influenzare il microbiota intestinale e, come conseguenza, di stimolare i linfociti T regolatori (T reg) riducendo l’infiammazione delle vie aeree (Trompette A 2014, Thorburn AN 2015).
Una volta ingerite, le fibre sono digerite dal microbiota intestinale il quale produce acidi grassi a catena corta (short chain fatty acids): acetato, butirrato e propionato. Questi, dopo essere assorbiti dalle cellule epiteliali del colon, entrano in circolazione e agiscono modulando l’attività del sistema immunitario attraverso i recettori accoppiati alle proteine G (GPR) 41 e 43 presenti su monociti e linfociti. Gli effetti comprendono: inibizione della chemotassi e dell’adesione cellulare con riduzione dell’infiltrazione linfocitaria tissutale, down-regulation di alcune citochine infiammatorie (TNFalfa, IL-6, IL-1beta, IFNg), up-regulation di citochine anti-infiammatorie come l’IL-10 e attivazione dei linfociti T reg.
Sulla base dei risultati ottenuti in laboratorio, un gruppo di ricerca australiano (Halnes I 2017) ha recentemente documentato in 17 soggetti con asma l’effetto a breve termine di un pasto ricco di fibre (3.5 g di inulina) e probiotici: dopo 4 ore il FeNO diminuiva e l’espettorato indotto mostrava una significativa riduzione di linfociti, macrofagi, neutrofili e IL-8. L’evidenza di un aumento nell’espettorato indotto dell’espressione genica di GPR41 e 43 potrebbe dimostrare secondo gli autori che i sopracitati effetti siano determinati dagli acidi grassi a catena corta (prodotti dalla fermentazione delle fibre ingerite) in grado di attivare questi recettori anche nelle cellule del sistema respiratorio di un soggetto asmatico.
Questa è la prima volta che si documenta nell’uomo il potenziale effetto antinfiammatorio delle fibre a livello polmonare e sono certamente necessari studi più ampi ma se questi risultati fossero confermati seguire una dieta ricca di fibre potrebbe rappresentare un valido e salutare aiuto nel controllo dell’asma.

Bibliografia

Thorburn AN, McKenzie CI, Shen S, Stanley D, Macia L, Mason LJ, Roberts LK, Wong CH, Shim R, Robert R, Chevalier N, Tan JK, Mariño E, Moore RJ, Wong L, McConville MJ, Tull DL, Wood LG, Murphy VE, Mattes J, Gibson PG, Mackay CR. Evidence that asthma is a developmental origin disease influenced by maternal diet and bacterial metabolites. Nat Commun. 2015 Jun 23;6:7320

Trompette A, Gollwitzer ES, Yadava K, Sichelstiel AK, Sprenger N, Ngom-Bru C, Blanchard C, Junt T, Nicod LP, Harris NL, Marsland BJ. Gut microbiota metabolism of dietary fiber influences allergic airway disease and hematopoiesis. Nat Med. 2014 Feb;20(2):159-66.

Halnes I, Baines KJ, Berthon BS, MacDonald-Wicks LK, Gibson PG, Wood LG. Soluble Fibre Meal Challenge Reduces Airway Inflammation and Expression of GPR43 and GPR41 in Asthma. Nutrients. 2017 Jan 10;9(1).

Articolo a cura di Valentina Fainardi