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2019 28 FEB
Tipologia di contenuto: news
Registro comunicativo: professionale
Area di interesse: Medico - Famiglia

Lo sport che dà alla testa

I  micro danni cerebrali secondari a colpi al capo, SRC dall’inglese Sport Related Concussion, costituiscono una complicanza comune nello sport organizzato fino a diventare un focus per l’opinione pubblica e per i media almeno nel mondo anglosassone. 

In un recente report che ha usato dati provenienti dai pronto soccorso si stima che negli USA ci siano da 1 a 2 milioni di SRC all’anno nella fascia di età fino ai 18 anni di cui 400000 negli atleti del liceo. Si stima che da 2 al 15% degli atleti liceali possano avere un SRC in una stagione sportiva. La diagnosi è clinica, l’elemento anamnestico del trauma associato a cefalea, vertigini, disturbi visivi, dolore al collo, affaticamento permettono una rapida classificazione. Ovviamente gli sport che espongono maggiormente gli atleti sono quelli tipici negli Usa, il football  e l’hockey in particolare, ma in crescita sono le SRC nel calcio, sia maschile che femminile. Sono quasi esclusivamente dovuti ai contrasti aerei per il possesso della palla con lo scontro tra le teste degli atleti.
Un ampio dibattito si è sviluppato su quando sia giusto far tornare il giovane a giocare dopo una SRC. Tutti i sintomi devono essere regrediti, l’atleta deve anche dimostrare da un punto di vista psicologico di essere pronto a tornare in campo. Sono state approntate a questo scopo delle “carte di rientro” con step successivi che devono essere superati prima di tornare a giocare. Recentemente uno studio  suggerisce che, utilizzando esercizi aerobici si possa,  in sicurezza, velocizzare il ritorno allo sport. U gruppo di ragazzi nella prima settimana dopo una SRC è stato –sottoposto ad esercizi aerobici ,mentre il gruppo di controllo ha seguito la normale prassi degli esercizi di stretching. Il primo gruppo ha recuperato in un numero di giorni inferiore (13 gg) rispetto al controllo (17gg). Ovviamente la prevenzione riveste una particolare importanza soprattutto nell’insegnamento delle tecniche che permettano di minimizzare i traumi in particolare  nel calcio. La proposta , avanzata da alcuni, di obbligare l’uso del casco nei giovani calciatori appare poco praticabile.

Bibliografia
- Maher ME, Hutchison M, Cusimano M, Comper P, Schweizer TA. Concussions and heading in soccer: a review of the evidence of incidence, mechanisms, biomarkers and neurocognitive outcomes. Brain Inj. 2014;28(3):271-85.
- Leddy JJ, Haider MN, Ellis MJ, Mannix R, Darling SR, Freitas MS, Suffoletto HN, Leiter J, Cordingley DM, Willer B. Early Subthreshold Aerobic Exercise for Sport-Related Concussion: A Randomized Clinical Trial. JAMA Pediatr. 2019 Feb 4. doi: 10.1001/jamapediatrics.2018.4397.

Si ringrazia Geri Porta per la realizzazione della splendida vignetta che caratterizza la news.

Articolo a cura di Attilio Turchetta